POESIE IGNORANTI

Il prezzo è comprensivo di spese di spedizione

POESIE IGNORANTI – PRIMO VOLUME

ISBN: 978-88-944237-1-6

Editore: CdA – A.C. Caffè delle Arti

© copyright 2020 Maria Carmela Miccichè - Tutti i diritti riservati

Prima edizione 2020

Grafica di copertina a cura di: CdA Editing – Incipit Group

Finito di stampare: luglio 2020

presso “Mascarini Soluzioni di stampa”

25011 Calcinato (BS)

Il volume non è in possesso di terzi (rivenditori, pagine web o siti specializzati) pertanto, qualsiasi forma di vendita o prenotazione, supportata da questi canali, non è garantita.

L'acquisto delle copie cartacee può avvenire solo contattando l'autrice

scrivendo a mariacarmela.mare@tiscali.it 

o utilizzando il modulo sottostante,

INTRODUZIONE

È mia convinzione credere che fare poesia appartenga ai poeti veri, quelli che conoscono la metrica, lo stile, il linguaggio ricercato e tutto quello che trasforma dei pensieri in rima in poesia. Lo studio, l'affinamento tecnico, la ricerca, si fondono nei versi che rimarranno immortali per bellezza e profondità. I poeti sono consapevoli di fare arte, poi, ci sono quelli convinti di farla, ma quella è un'altra storia.

Io non sono una poetessa, di conseguenza questa è una raccolta di poesie ignoranti, nel senso che i miei versi ignorano le regole del poetare serio, aulico, letterato. In queste pagine, ci sono storie nate da emozioni immediate, dirette, bisognose di trovare parole e voce. E così, con la stessa primitiva spontaneità, senza schemi e inquadrature studiate, le giro a chi mi regalerà il suo tempo. Nutro un profondo rispetto per chi mi legge e per il tempo che mi dedica, per il momento emozionale che vive con me da lontano, mentre con gli occhi segue il viaggio delle parole che fluiscono dal foglio a qualcosa di intimo e personale.

Ho usato una punteggiatura minimale, senza virgole, perché il mio desiderio è che ciascuno possa fare suoi i miei versi, seguendo la propria sensibilità e che, in un sereno momento di comunione, possa mettere pause e cadenze dove sente che debbano essere, perché vibrino assieme all’emotività più intima del proprio sentire.

Credo che questa collaborazione, forse un po' bizzarra, generi un’alchimia emotiva che arrivi laddove i sentimenti si originano e prendono forma, dove i respiri restano sospesi e vi si può appendere un sorriso, una lacrima, una stella... un pensiero.

 

Maria Carmela Miccichè

… E scrissi di quel giorno

in cui inventai il mare

e lo attraversai su un treno a vapore.

Contattaci per ricevere la tua copia

PREFAZIONE

a cura di Patrizia Vittoria Rossi

 

Quando mi venne proposto di “confezionare” un abito su misura, comodo ma al contempo adeguato, per “Poesie ignoranti”, non ebbi nessuna esitazione, conoscendo da anni personalmente l’autrice Maria Carmela Miccichè e tutto il suo irrefrenabile estro.

“Ma certo, perché no, è il mio lavoro” pensai, nonostante mi parve bizzarra e audace la scelta di privare tutti i componimenti dei segni grafici d’interpunzione. Raccolsi la sfida con fiducia incondizionata nei confronti dell’autrice e con una buona dose di condivisa caparbietà nel voler rendere merito a una così ardua prova di coraggio.

Già, coraggio, a questo termine feci riferimento pensando a come, con una matita rossa, con una giusta impaginazione, un’adeguata spaziatura e una bella copertina ad hoc, potessi coraggiosamente supportare il progetto, senza mai tradirlo, camuffarlo, modificarlo o ancor peggio girargli le spalle, rifiutandolo, solo perché non propriamente conforme ai canoni convenzionali. Ebbene, è stato un viaggio emozionale, e solo dopo professionale, indimenticabile e decisamente non conforme!

Questo primo volume, e tutti gli altri che lo seguiranno, costituiscono la più importante prova di “morbidezza” che un editor possa sostenere. Sì, lo ammetto, mi sono divertita da pazzi, tra respiri corti senza pause, frasi che ruzzolavano velocemente a valle come fossero slavine, o gradevoli momenti di silenzio, adagiata comodamente, assieme ai miei pensieri di sola lettrice, su sporadici punti di sospensione morbidi come comode nuvole.

Mi sono commossa a togliere le virgole, lì, dove l’emozione si dissetava in un solo sorso, di parole, di immagini nude e disarmanti per il loro valore evocativo… e non c’era davvero bisogno di imporre loro un limite convenzionale solo perché così fan tutti. Sorrido per aver pensato: “non provate a fare queste cose a casa”, sorrido perché so che non tutti riuscirebbero a buttarsi giù, di testa e senza rete, come ha voluto fare Maria Carmela Miccichè… e un po’ anch’io, con lei. Per dovere di cronaca è giusto dire che questa raccolta non è casuale, non è nata per gioco, anzi, è frutto di un grande lavoro e di una grande responsabilità da parte dell’autrice che, ben conscia “dell’azzardo” ha voluto comunque addentrarsi in un terreno a lei sconosciuto, minato verrebbe da dire, ma verso il quale non ha mai provato timore grazie alla convinzione che ciascun lettore avrebbe fatto suo quel poetare senza inganno e presunzione, un grande lavoro d’amore applicando al testo i suoi ritmi, le sue virgole, le sue pause… e solo le sue.

Maria Carmela Miccichè, della quale conosco la grande umiltà e la caratura stilistica, con “Poesie ignoranti” ha aperto, anzi abbattuto, i confini delle consuetudini. Inutile negare, come lei stessa sostiene in apertura, l’importanza della punteggiatura in un testo, ma è altrettanto doveroso riconoscere alla potenza creativa di uno scrittore il valore ineguagliabile di un miracolo.

“Poesie ignoranti”, al di là della provocazione o dell’invito che l’autrice porge con simpatia e rispetto al lettore, si rivela come una raccolta di momenti intrisi di grande passione, dolore, gioia e… qualche volta intelligente ilarità, esattamente come un album di ritagli e di ricordi deve essere. Maria Carmela Miccichè apre la sua raccolta con una frase d’effetto, sicuramente non studiata o articolata come tale poiché, come spesso amo dirle in privato, il suo genio risiede nell’inconsapevolezza di ciò che dalla sua mente e penna riesce a scaturire. Lei si ama come autrice, è vero, ma non si “vede” grande come dovrebbe e questo, al di là della presunzione tipica del “creatore”, gioca a suo favore: non diteglielo, tanto non ci crederebbe comunque.

Scrive l’autrice: “… E scrissi di quel giorno in cui inventai il mare e lo attraversai su un treno a vapore.” se lei è in grado di fare questo (e lo ha fatto: garantito!) cos’altro resta a noi se non sperare di trovare posto in uno degli scompartimenti di quel treno e goderci la traversata assieme a lei?

Vi auguro di possedere “virgole di luna” come l’autrice cita in uno dei suoi componimenti, perché il cielo è immenso, sconfinato e senza punteggiatura, dico io, ma all’occorrenza… chissà, semmai voleste soffermarvi a rimirarlo, giusto il tempo di un inspiro, avrete bisogno di quella virgola. Ringrazio Maria Carmela Miccichè per avermi voluta al suo fianco e non solo in veste professionale. La richiesta di redigere la prefazione di “Poesie ignoranti” è arrivata “a tradimento”, quasi sottovoce, facendola cadere lì, come se nulla fosse, tra la discussione di un punto da mettere o una maiuscola da togliere: io non posso che esserle grata per tanto onore e tanta considerazione.

Auguro a “Poesie ignoranti” tutto il consenso che merita… anche di più. Buon viaggio, signore e signori, e che le pause siano nella vostra vita come un verso, come un “e poi…” che si fida di ciò che verrà dopo.

 

 

Patrizia Vittoria Rossi

Scrittrice

Consulente editoriale - CdA Editing

Presidente di “Caffè delle Arti”

Al servizio della tua creatività

CdA

  • SoundCloud Icona sociale
  • Instagram
  • Facebook Icona sociale
  • cinguettio
  • YouTube Icona sociale

3775480015

Via Guglielmo Marconi, 2 - 35030 Adro (BS)